Immagini

“Silent Landscapes” di Adriano Nicoletti e Mario Brambilla. Lunedì 3 aprile 2017.

 
Mostra fotografica di Adriano Nicoletti e Mario Brambilla
“SILENT LANDSCAPES – VISIONI A CONFRONTO”

Palazzo Roberto Narducci, Ex Poste Centrali P.zza Cesare Battisti 1, Bari
a cura di Pio Meledandri

Intervengono:
Nicola Martinelli Docente di Urbanistica Politecnico di Bari
Adriano Nicoletti Fotografo
Mario Brambilla Fotografo
Pio Meledandri Presidente Associazione Sviluppo Sostenibile
Franco Neglia Presidente Associazione Murattiano
Valentina Morello Associazione Obiettivi

Nell’occasione sarà presentato il libro fotografico Finibus Terrae di Adriano Nicoletti


C’è qualcosa che accomuna le immagini di Mario Brambilla relative al promontorio del Gargano, porta di ingresso della Puglia, con quelle di Adriano Nicoletti scattate là dove finisce la Terra, punta estrema di questo territorio tanto amato dagli uomini del cinema per le sue luci forti, i bianchi abbacinanti e i colori densi: è il silenzio.
SILENT LANDSCAPES non come negazione del rumore, ma armoniosa manifestazione di suoni vibranti dalle sfumate emozioni.
I luoghi dell’estate sono visitati d’inverno da Adriano Nicoletti, che sperimenta quanto ha detto Luigi Ghirri: “Il paesaggio è il luogo dell’attenzione […], della circolarità della visione che non finisce mai” (1).
Nicoletti, attento all’antropologia del territorio, ci rivela un “luogo” dis-ordinato costituito da tanti tasselli disseminati di un puzzle incompiuto, che non si comporrà mai. “L’uomo contemporaneo e il paesaggio contemporaneo, sono l’uno lo specchio dell’altro, ma non sanno come convivere” (2).
Si tratta del paesaggio che non c’è, o quantomeno non di quello che appartiene al mito letterario: un paesaggio composto da molteplici scenari di cui A. Nicoletti coglie bene le mutate referenzialità, frutto di un inquinamento culturale prima ancora che ambientale, dove il Punteruolo rosso assassino ha abbandonato il suo cadavere (la palma) insieme a costruzioni più o meno abusive assolte dall’indulgenza del turismo cosiddetto vocativo.
Mario Brambilla, poeta novembrino, esplora lo spazio, tralasciandone la misurazione; lo contempla nel suo insieme percependone tutta la maestosa teatralità nell’incedere petrarchesco tra i sentieri ombrosi della foresta garganica.
Sempre alla ricerca di cromatismi quale struttura dell’impianto visuale, partecipa emotivamente alla rappresentazione estetica del paesaggio soprattutto là dove solo l’autunno può restituire quella molteplice gamma di sfumature monocromatiche, dal verde marcio dei riflessi lacustri agli azzurri intensi delle distese marine.
Brambilla, consapevole dei linguaggi della classicità e della tradizione artistica italiana, spinge il suo sguardo verso nuovi codici. La sua ricerca fotografica lo muove, nel suo rapporto con la natura, a ritrovare non tanto la mimesi della sua osservazione, quanto la sintesi di un’empatica armonia costituita dai profumi, dalle cromie, dai fruscii, dai suoni animali della foresta, dal canto della Sirena che leggenda vuole abiti nelle acque davanti al mastodontico monolite calcareo alto venticinque metri conosciuto con il nome di “Pizzomunno”. E dal trabucco proprio nell’ora del tramonto, quando dal mare lento sopraggiunge il riverbero del pianto delle Diomedee. Tante le leggende del Gargano, e Mario le ripercorre, pronto all’ascolto, lo sguardo vigile e l’emozione dei sensi.
Bari, Marzo 2017
commento di Pio Meledandri  

“Un treno per Matera” di Michele Mastrodonato

A cento anni dall’apertura del primo tronco della rete ferroviaria Calabro Lucana, il volume recupera la memoria delle vicende legate alla costruzione della rete sino a Matera, la storia dei luoghi attraversati, le innovazioni tecniche introdotte. E non  ultimo, il rapporto con la città di Bari, grazie all’importante opera ingegneristica del viadotto di Corso Italia.

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“Quello che le parole non riescono a dire della città”- incontro con il fotografo Pio Tarantini

Pio Tarantini LIL CORSO DI SOCIOLOGIA URBANA DEL POLITECNICO DI BARI

in collaborazione con il MUSEO DELLA FOTOGRAFIA POLITECNICO BARI e l’ASSOCIAZIONE “MURATTIANO” BARI e l’ASSOCIAZIONE “INPHOTO” BRINDISI

Incontro con PIO TARANTINI

“QUELLO CHE LE PAROLE NON RIESCONO A DIRE DELLA CITTA’”

PERIFERIE E PERIURBANO ATTRAVERSO LE RICERCHE VISUALI.

Martedì 12 Aprile 2016 ore 16.00 SALA DEL MUSEO DELLA FOTOGRAFIA

Via Orabona n. 4 Bari Campus Universitario E. Quagliariello INGRESSO LIBERO

Intervengono:

Giorgio Rocco – Direttore Dipartimento dell’Ingegneria Civile e dell’Architettura Politecnico di Bari

Sergio Bisciglia – Docente di Sociologia Urbana Politecnico di Bari

Carla Tedesco – Assessore all’Urbanistica Comune di Bari

Pio Meledandri – Art Curator

Pio Tarantini, fotografo e docente di linguaggio fotografico, sarà ospite del Politecnico per presentare Milanopoli, un corposo lavoro che comprende centinaia di fotografie sull’area metropolitana milanese, riprese dagli anni ottanta ai nostri giorni.

Nel corso della conferenza Pio Tarantini presenterà in videoproiezione un’accurata selezione del suo lavoro.

Partendo da una analisi sociologica sulla trasformazione della vecchia città-fabbrica in città post-moderna di servizi Pio Tarantini ha realizzato nel corso di molti anni un consistente corpus di immagini che costituiscono un’approfondita testimonianza fotografica, nel solco del suo stile che travalica la mera documentazione a favore di una lettura più densa, partecipata e critica del territorio urbano.

Il suo sguardo coglie paesaggi metropolitani a volte fortemente caratterizzati e riconoscibili, a volte più quotidiani e anonimi, tutti comunque accomunati dalla ricerca di una connotazione definita: dai più conosciuti paesaggi urbani segnati da precari dettagli significativi alla forte presenza della cartellonistica pubblicitaria a quella dei centri commerciali, alla testimonianza di importanti aree interessate alle trasformazioni in corso.

Biografia:

Nato nel 1950 nel Salento, Pio Tarantini ha compiuto studi classici a Lecce e poi Scienze Politiche all’Università Statale di Milano, dove vive dal 1973. Esponente della fotografia italiana contemporanea in quanto autore e studioso ha realizzato in più di quaranta anni un corpus molto ricco di lavori fotografici esposti in molte sedi italiane pubbliche e private. Ha realizzato una decina di volumi fotografici e dalla fine degli anni ottanta scrive di fotografia collaborando nel corso degli anni con molte riviste; insegna linguaggio fotografico e sulla materia tiene corsi e conferenze. In qualità di saggista ha pubblicato tra l’altro il recente Fotografia araba fenice. Note sparse tra fotografia, cultura e il mestiere di vivere (2014). Sue opere sono conservate presso collezioni private e istituzioni pubbliche tra cui il Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo.

www.pio.tarantini.com

Le amministrative a Bari. Il voto del 25 maggio.

legge voto

L’Associazione Murattiano aderisce alla campagna di informazione promossa dagli Stati Generali delle Donne.
Grazie alla legge 215 del 2012 è possibile indicare due preferenze a condizione che i due candidati appartengano a sessi diversi.