“Quello che le parole non riescono a dire della città”- incontro con il fotografo Pio Tarantini

Pio Tarantini LIL CORSO DI SOCIOLOGIA URBANA DEL POLITECNICO DI BARI

in collaborazione con il MUSEO DELLA FOTOGRAFIA POLITECNICO BARI e l’ASSOCIAZIONE “MURATTIANO” BARI e l’ASSOCIAZIONE “INPHOTO” BRINDISI

Incontro con PIO TARANTINI

“QUELLO CHE LE PAROLE NON RIESCONO A DIRE DELLA CITTA’”

PERIFERIE E PERIURBANO ATTRAVERSO LE RICERCHE VISUALI.

Martedì 12 Aprile 2016 ore 16.00 SALA DEL MUSEO DELLA FOTOGRAFIA

Via Orabona n. 4 Bari Campus Universitario E. Quagliariello INGRESSO LIBERO

Intervengono:

Giorgio Rocco – Direttore Dipartimento dell’Ingegneria Civile e dell’Architettura Politecnico di Bari

Sergio Bisciglia – Docente di Sociologia Urbana Politecnico di Bari

Carla Tedesco – Assessore all’Urbanistica Comune di Bari

Pio Meledandri – Art Curator

Pio Tarantini, fotografo e docente di linguaggio fotografico, sarà ospite del Politecnico per presentare Milanopoli, un corposo lavoro che comprende centinaia di fotografie sull’area metropolitana milanese, riprese dagli anni ottanta ai nostri giorni.

Nel corso della conferenza Pio Tarantini presenterà in videoproiezione un’accurata selezione del suo lavoro.

Partendo da una analisi sociologica sulla trasformazione della vecchia città-fabbrica in città post-moderna di servizi Pio Tarantini ha realizzato nel corso di molti anni un consistente corpus di immagini che costituiscono un’approfondita testimonianza fotografica, nel solco del suo stile che travalica la mera documentazione a favore di una lettura più densa, partecipata e critica del territorio urbano.

Il suo sguardo coglie paesaggi metropolitani a volte fortemente caratterizzati e riconoscibili, a volte più quotidiani e anonimi, tutti comunque accomunati dalla ricerca di una connotazione definita: dai più conosciuti paesaggi urbani segnati da precari dettagli significativi alla forte presenza della cartellonistica pubblicitaria a quella dei centri commerciali, alla testimonianza di importanti aree interessate alle trasformazioni in corso.

Biografia:

Nato nel 1950 nel Salento, Pio Tarantini ha compiuto studi classici a Lecce e poi Scienze Politiche all’Università Statale di Milano, dove vive dal 1973. Esponente della fotografia italiana contemporanea in quanto autore e studioso ha realizzato in più di quaranta anni un corpus molto ricco di lavori fotografici esposti in molte sedi italiane pubbliche e private. Ha realizzato una decina di volumi fotografici e dalla fine degli anni ottanta scrive di fotografia collaborando nel corso degli anni con molte riviste; insegna linguaggio fotografico e sulla materia tiene corsi e conferenze. In qualità di saggista ha pubblicato tra l’altro il recente Fotografia araba fenice. Note sparse tra fotografia, cultura e il mestiere di vivere (2014). Sue opere sono conservate presso collezioni private e istituzioni pubbliche tra cui il Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo.

www.pio.tarantini.com

Sui ragazzi dell’Orchestra del Borgo Antico di Bari

Tutto ha avuto inizio poco più di un anno fa.

Quando organizzammo un’assemblea nella sala della Cattedrale insieme al parroco e agli amici della Vallisa e dell’associazione Mousikè con la complicità del musicologo Dinko Fabris e del violinista Francesco d’Orazio: nel giro di qualche giorno nasceva l’Orchestra dei Ragazzi del Borgo Antico di Bari.

Serviva un luogo per le prove e gli amici della Confraternita del Carmine hanno offerto la loro sede. Il percorso era ambizioso: un corso di tre anni per lasciare un piccolo segno concreto.

Ci siamo riusciti e il primo anno è stato interamente finanziato grazie al contributo di singoli cittadini, enti ed associazioni. Tra gli altri anche il Cral dei lavoratori del Porto.

I ragazzi si sono entusiasmati….qualcuno anche troppo. Tanto che un giorno Francesco ha preso il suo violino ed è andato a suonare sui gradini della Cattedrale!

Adesso siamo al secondo anno e i ragazzi grazie alla guida del maestro Sabino Manzo di Santa Teresa dei Maschi si sono già esibiti sotto lo sguardo partecipe di parenti ed amici.

Ma questa non è solo un bel racconto, è un appello.

Serve ancora un po’ di generosità da parte di chi ci legge: servono altri fondi per terminare il secondo anno di studi e programmare il terzo.

Per chi volesse darci una mano è sufficiente inviare un bonifico alla Associazione Mousikè c/o Banca Prossima IBAN IT70R0335901600100000003525 con causale “Orchestra Borgo Antico”.

Nel corso della prossima esibizione di fine anno i ragazzi ringrazieranno pubblicamente i loro sostenitori.

Ma non basta: per i primi giorni di giugno è in programma un incontro molto importante: l’Orchestra Nazionale Giordana composta da musicisti armeni, siriani, giordani, americani e rumeni incontrerà i ragazzi dell’Orchestra della Città Vecchia per un workshop che possa far maturare un progetto per un concerto da realizzare insieme.

Insomma non c’è sfida che non si possa vincere quando siamo in molti a crederci!

 

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In attesa del nuovo Pug.

Erano i primi anni ’80 del secolo scorso. I circoli di partito erano ancora luoghi frequentatissimi, occasioni continue di confronto di esperienze, di storie personali e collettive. All’epoca frequentavo un circolo del centro di Bari nel quale convivevano varie ‘cellule’, quella universitaria, quelle dei lavoratori dell’Enel , delle ferrovie, dei postelegrafonici. Fu in quel crogiuolo di persone e fatti che maturò l’dea di lavorare in modo del tutto artigianale ad una indagine sul campo per testare il numero degli immobili sfitti nel centro della città. La sollecitazione proveniva dagli studenti universitari che denunciavano l’alto costo degli affitti ‘ a nero’ delle stanze e dei posti letto.

Ci lavorammo per mesi e tante furono le segnalazioni spontanee da parte dei cittadini.

Erano migliaia , troppi in una città che continuava a costruire perché bisognava dare lavoro in alcuni casi ai padri di quegli stessi studenti.

A metà degli anni ’90 , in qualità di consigliere comunale, mi ritrovai a lavorare nella commissione Urbanistica . In quella sede quella remota indagine sul campo trovò conferma nelle carte della amministrazione comunale.

E sempre , ogni volta, ci si ritrovava a riflettere sulle previsioni del Piano Quaroni per una città di 650mila abitanti e la realtà che ne registrava poco più di 300mila. Dunque un Piano, a detta di tutti, sovradimensionato.

Dati inoppugnabili che pure si scontravano con la fame di case da parte delle fasce più deboli della città alla ricerca di prezzi calmierati ed un settore, quello edilizio, che ha sempre rappresentato un’ossatura fondamentale nell’economia cittadina.

Poi, finalmente, ma è storia degli ultimi anni, quelli del nuovo secolo, cominciò a farsi strada l’idea che una città che continuava a crescere con migliaia di vani a terziario e a residenza praticamente inoccupati richiedeva un ripensamento.

E così si facevano avanti con fatica i concetti di riqualificazione e rigenerazione urbana per evitare gli errori del recente passato: il CEP nei primi anni ’60 e poi Enziteto, luoghi abbandonati , senza servizi dove per la criminalità era gioco facile attecchire.

Oggi , e veniamo ai giorni nostri, siamo alla vigilia del varo di un nuovo piano Urbanistico e , a parole, si è tutti d’accordo nel ripensare a come far marciare l’intero settore delle costruzioni offrendo luoghi da abitare in condizioni di qualità e di condivisione sociale.

Le stesse organizzazioni di categoria, Ance in testa, hanno convenuto sulla necessità di lavorare ad uno sviluppo ordinato che contenga da una parte le spinte imprenditoriali e dall’altra i bisogni delle giovani coppie impelagate in una condizione sociale spesso precaria.

Seguendo il dibattito che si sta sviluppando sul vostro giornale ho netta la sensazione che se si riuscisse mettere da parte grandi petizioni di principio: da una parte “non un solo metro cubo in più ai costruttori” e dall’altra “noi abbiamo bisogno di lavorare e di costruire”, si possa fare qualche passo in avanti.

Al proposito solo qualche esempio: quali e quante sono le concessioni a costruire già rilasciate e non avviate? in quali tempi si può mettere mano, ad esempio, ad un piano di riqualificazione di uno dei quartieri storici della città, il Libertà, che ha bisogno di una vera e propria scossa che ne risollevi le sorti economiche e sociali? a che punto è la ventilata ‘mediazione’ sui suoli di Punta Perotti? in che misura potranno contribuire a risollevare il settore importanti opere pubbliche quali la riqualificazione di via Sparano e il ‘ripensamento’ dell’area della Caserma Rossani, oltre quelle già avviate quali il nuovo lungomare a nord della città?

A chi tocca parlarne e mostrare le carte? Sicuramente alla amministrazione comunale. A chi tocca collaborare e suggerire proposte? Di certo agli operatori del settore.

Nella speranza che il mio sia uno degli ultimi contributi di parole e si passi alla fase del ‘fare’ che pure pare essere un tratto distintivo della attuale amministrazione comunale.

 

Franco Neglia

Presidente Associazione ‘Murattiano’

Analisi del 2015

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2015 per questo blog.

Ecco un estratto:

Un “cable car” di San Francisco contiene 60 passeggeri. Questo blog è stato visto circa 1.100 volte nel 2015. Se fosse un cable car, ci vorrebbero circa 18 viaggi per trasportare altrettante persone.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

“Bari Città d’Autori. Opere di architettura moderna e contemporanea. Tutela e valorizzazione”

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Sergio Bisciglia, Associazione Murattiano

Intervengono

Laura Casanova, Settore Pianificazione del Territorio e PRG Comune di Bari

Giuseppe Fragasso, ANCE Bari e Bat

Francesco Maggiore, Fondazione Gianfrando Dioguardi

Francesco Moschini, DICATECH Politecnico di Bari

Lorenzo Netti, DICAR Politecnico di Bari

Conclusioni di Carla Tedesco, Assessora all’Urbanistica Comune di Bari

Modera Franco Neglia, Associazione Murattiano

L’Orchestra dei ragazzi del Borgo Antico di Bari annuncia il secondo anno di attività.

domenica 13 dicembreContinua l’impresa dei ragazzi dell’orchestra del Borgo Antico di Bari.

Sono al secondo anno di lezioni e domenica 13 dicembre augurano Buon Natale alla città nella Chiesa di Santa Teresa dei Maschi.

La nostra associazione è particolarmente orgogliosa di questa scommessa.

UNA RETE PER IL PORTO VECCHIO DI BARI

—-Al sig. Sindaco di BARI, al sig. Presidente della Regione Puglia

Bari, 26 novembre 2015

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E’ ampiamente noto lo stato di degrado che il Porto Vecchio sta progressivamente, ma
inesorabilmente subendo, con il continuo insabbiamento dei fondali.
Eppure il Porto Vecchio costituisce il centro nodale della città, la cerniera tra città vecchia e nuova,
dove i valori storico-architettonici degli edifici si intersecano con quelli paesistico ambientali,costituendo un unicum di grande rilievo, vero cardine intorno a cui si articolano le visuali più interessanti e le attività legate al tempo libero e al turismo cittadino.
Si tratta di un vero e proprio monumento nel panorama cittadino e pertanto polo di attrazione turistica e al tempo stesso bacino naturale per la pratica degli sport nautici, che non sono solo competizione ma anche e soprattutto – come tutti gli sport – trasmissione di valori, cultura e
formazione. Infatti gli Sport nautici avvicinano la città al mare, promuovendo una cultura diffusa di tutela ambientale e contribuendo in maniera sensibile al miglioramento della qualità della vita e del benessere psico-fisico.

È sin troppo evidente che la perdita, anche parziale, della fruibilità del Porto storico di Bari,provoca un gravissimo danno per la città, rendendola sempre più dimentica del suo mare e dunque della sua storia e della sua anima.
Persino la vecchia tradizione dell’imbarco della statua di S. Nicola dal molo a lui intitolato, nel corso dei festeggiamenti per il Santo Patrono, è stata impedita dai fondali troppo bassi, uno sfregio ad un rituale che è parte indissolubile del codice genetico dei baresi.
Al danno morale si unisce quello economico.
Attualmente molte delle circa quattrocento imbarcazioni a vela e a motore, ormeggiate nel porticciolo, oltre alle imbarcazioni in transito, hanno grosse difficoltà a lasciare gli ormeggi, avendo subìto, in alcuni casi, danni non indifferenti. Tantissimi gli armatori che hanno dovuto, loro malgrado, trasferire o far sostare le loro barche in altri bacini, anche fuori città.
A ciò si deve aggiungere che molti diportisti in transito, italiani e stranieri, non riuscendo nemmeno ad entrare nel Porto Vecchio, saltano a piè pari la città di Bari, peraltro oggi Città Metropolitana,preferendo altri approdi più ospitali.
Né sono da trascurare gli effetti ambientali. L’ultimo intervento radicale di pulizia e bonifica dei fondali risale ad almeno 40 anni fa. Nel frattempo si sono inevitabilmente accumulati sedimenti inquinati da reflui organici e metalli pesanti, una vera e propria discarica nel cuore della città,coperta spesso da pochi centimetri di acqua in inesorabile diminuzione.
Di conseguenza l’intervento di bonifica ambientale va valutato anche come inderogabile attività di prevenzione e tutela della salute dei lavoratori (pescatori, addetti al rimessaggio e operatori sportivi) e della fascia più delicata della cittadinanza che frequenta lo specchio acqueo del porto,rappresentata dai giovani che praticano le discipline nautiche della canoa, canottaggio e vela, a
partire dai 6 anni di età.
Ecco perché il dragaggio del Porto Vecchio è ormai prioritario ed urgente.
A tal proposito, e con spirito collaborativo, è il caso di ricordare che da fine dicembre 2008 il Porto Vecchio di Bari è rientrato tra i porti di competenza regionale, per cui l’intervento di escavazione è di competenza del Comune di Bari che ha ricevuto la delega ad operare dalla Regione Puglia ai sensi della L.R. n. 17 del 23/06/2006 e ss.mm.
Pertanto, sicuri di una pronta adesione, si chiede alle SS.VV. di voler provvedere, con l’urgenza che il caso richiede, alla soluzione di questo annoso problema attivando ogni procedura utile a reperire i necessari finanziamenti per evitare la ormai quasi prossima inagibilità totale dello specchio acqueo
del Porto vecchio.
In attesa di un cortese cenno di riscontro, si conferma la nostra più ampia collaborazione per quanto
è nelle disponibilità degli scriventi.
Distinti saluti.
I rappresentanti di “Una rete per il Porto Vecchio”
Associazione Ambiente Puglia
Paolo Lepore, presidente
Associazione del Borgo Murattiano

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Associazione Murattiano
Franco Neglia, presidente
Assonautica Bari
Antonio Ranieri, presidente
Basilica di San Nicola
Padre Ciro Capotosto, Rettore
Cantiere Navale Sgobba
Sig. Donato Sgobba, titolare d’impresa
Circolo Canottieri Barion
Luigi Lobuono, presidente
Circolo della Vela Bari
Simonetta Lorusso, presidente
Circolo Legambiente Area Metropolitana di Bari
Gianfranco Algieri, presidente
Comitato di San Nicola
Matteo Siciliano, coordinatore
Camera di Commercio
Sandro Ambrosi, presidente
Confindustria
Domenico De Bartolomeo, presidente
Coni Puglia
Elio Sannicandro, presidente
Cooperativa Pescatori
Giovanni Amoruso, presidente
FAI Bari
Rossella Ressa, capodelegazione
Federalberghi
Francesco Caizzi, presidente
Federazione Italiana Canoa Kayak Puglia
Marcello Zaetta, presidente
Federazione Italiana Canottaggio Puglia
Nico Sgobba, presidente
Federazione Italiana Vela Puglia
Alberto La Tegola, presidente
WWF Puglia
Nicolò Carnimeo, capodelegazione

Commenti
Murattiano Bari
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In ricordo di Nino Lavermicocca. Un largo a lui intestato nella amata città vecchia.

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Dopo l’iniziativa tenutasi lo scorso dicembre nella Sala consiliare del Comune di Bari, venerdì 25 settembre alle ore 17.30 cerimonia di intestazione di un largo a Nino Lavermicocca. L’appuntamento è davanti al bastione di Santa Scolastica.