L’Associazione

Il nostro manifesto.

Il 25 aprile del 1813, Gioacchino Murat pone la prima pietra del borgo nuovo di Bari, all’incrocio tra gli attuali corso Vittorio Emanuele e corso Cavour.

Nasce il “Murattiano”.

Oggi, a circa 200 anni da quella data, ci chiediamo cosa ne è stato dei principi fondativi che ispirarono la nascita di questo borgo, cosa ne resta e quanta strada è necessario percorrere per proiettare la città, a partire dal suo cuore pulsante, in una dimensione sovracomunale, europea.

Vista anche l’importanza strategica della sua collocazione geografica, al centro di flussi migratori e di una nuova stagione di risveglio democratico dell’intera area del Mediterraneo.

Ci impegniamo, pertanto, a celebrare la data del bicentenario – che non vorremmo passasse sotto silenzio – come un’occasione di riflessione sulle trasformazioni dell’economia, della politica, dell’assetto urbano, della cultura che hanno attraversato la città.

Partendo da alcuni punti chiave sui quali vorremmo che Bari si interrogasse:

1)      Il patrimonio civico e culturale accumulato in anni recenti dal governo della città, corre il rischio di dilapidarsi?

2)      Alcuni pericolosi segnali di degrado, anche in termini di sicurezza, che giungono da alcune aree della città corrono il rischio di espandersi, trascinando nuovamente nella disillusione e nel declino l’intera città?

3)      Di cosa ha bisogno Bari per completare un disegno organico e strategico di sviluppo della città che tenga conto della centralità del ruolo di capoluogo di regione, città metropolitana e polo di attrazione per l’intero Mezzogiorno e per i Paesi frontalieri, oltre che trait d’union con il resto del Paese?

4)      Il ruolo del polo universitario, in un momento complesso come quello che l’intero Paese e ancor più il Mezzogiorno attraversano, deve fermarsi alla sola formazione?

5)      L’impegno delle banche deve limitarsi a rastrellare le risorse del territorio o gli istituti bancari devono reinvestire quelle risorse favorendo la crescita economica dell’area nella quale insistono?

6)      Il tessuto economico della città è stato messo in grado di affrontare le sfide dell’internazionalizzazione dei mercati e quelle relative all’indispensabile aggiornamento tecnologico delle proprie piattaforme per evitare dolorose delocalizzazioni?

7)      Il sistema dei trasporti è stato reso efficiente tanto da trasformare il gap geografico in occasione di rilancio per l’intero Mezzogiorno?

8)      La politica culturale cittadina ha creato occasioni di sviluppo economico e messo a valore il sistema di teatri-cinema-contenitori culturali esistenti?

9)      Le potenzialità di sviluppo turistico, collegate alla figura del santo patrono, sono state completamente colte?

10)  In che misura sono utilizzate risorse e competenze largamente presenti negli istituti di ricerca insediati nel territorio?

 

 

L’osservazione dal “Murattiano”

Il Murattiano è la porzione di territorio che presenta ancora un’identità sfocata. Nell’ultimo decennio, l’azione politica mirata al recupero delle periferie degradate non ha proceduto in parallelo con  il rilancio del centro urbano.

Le istituzioni non hanno adeguatamente valutato l’impatto e la ricaduta di importanti soggetti di riferimento che svolgono funzioni nevralgiche all’interno del Murattiano, come l’Università e l’Autorità Portuale.

Il Murattiano è ancora percepito come la base produttiva del terziario in città, ma in una misura e secondo modalità che sono tutte da verificare e approfondire.

Perché l’associazione ?

Perché le riflessioni pubbliche in questi anni sono andate via via scemando ed è necessario riattivare il senso civico critico che è funzionale allo sviluppo di un territorio e ne è la sentinella;

Perché la naturale attenzione alla crisi globale, ha distratto dall’osservazione sulle misure adottate dai sistemi locali per farvi fronte. Trascurando l’impatto che queste hanno esercitato sui singoli individui, le famiglie, le imprese e il modo in cui questi attori vi si adattano.

Perché i recenti fatti di cronaca hanno messo in luce un sistema di intrecci e connivenze fra il mondo dell’economia e quella della politica, su scala non soltanto locale, che non sono ancora stati esaminati in profondità.

Le domande scomode aiutano a preservare il patrimonio civico di un’intera comunità. 

 Bari, novembre 2011

Se sei interessato SOTTOSCRIVI IL MANIFESTO inviando a :

info@murattiano.it

murattiano.wordpress.com

http://www.facebook.com/pages/Murattiano-Bari/339489122747861

 

MODULO ADESIONE

per sottoscrivere l’adesione all’associazione puoi inviare il bonifico a:

“MURATTIANO” c/o Banca Etica. sede di Bari codice IBAN  IT44V0501804000000000140956

quota annuale: socio ordinario 50 euro, socio sostenitore 100 euro.

Ti ricordiamo che l’importo della quota e qualsivoglia altra liberalità è scaricabile nella dichiarazione dei redditi.

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