la nostra storia

Nel 1989 nasce “Il Murattiano”, un quaderno di approfondimento culturale e politico. Diretto da Franco Neglia vi collaborano, tra gli altri, Francesca Abbrescia, Dino Borri, Angela Barbanente, Arturo Cucciola, Michele Sajous, Nino Lavermicocca.

Nel 2004 “Il Murattiano” rinasce come circolo di idee ad iniziativa , tra gli altri, di Benny Campobasso, Carlo Ferrari, Franco Neglia, Dario Morelli, Simonetta Lorusso, Antonio Castorani, Michele Mastrodonato, Gilda Orsini, Mina Dispoto. Il circolo interviene sull’assetto urbanistico del borgo: i parcheggi, l’arredo urbano, la pedonalità.
A giugno del 2005 “il Murattiano” lancia l’idea di un concorso per la riqualificazione di via Sparano. Aderiscono all’iniziativa la libreria Laterza e le associazioni dei commercianti.
L’Amministrazione Comunale raccoglie la proposta e completa l’iter preliminare nel luglio del 2006 con la pubblicazione di un avviso di “concorso europeo di progettazione per la riqualificazione di Via Sparano e degli spazi pubblici del borgo murattiano”.

Ad ottobre del 2011, per iniziativa di Koblan Amissah, Benny Campobasso, Franco Neglia, Nicola Abbrescia, Sergio Bisciglia, Michèle Sajous, Anna de Santis,  Teddy Miano…

“Murattiano”… è un’associazione

E tu?  Se sei interessato segnala la tua richiesta di adesione a info@murattiano.it

indicando nome, cognome, indirizzo postale, indirizzo email e cellulare.

 

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One thought on “la nostra storia

  1. franco neglia ha detto:

    A 5 anni dalla pubblicazione del bando del Comune di Bari per un “Concorso europeo di riqualificazione di via Sparano e degli spazi pubblici del quartiere Murat” c’è solo da chiedersi che fine abbia fatto tutto quel percorso civico (partecipazione di associazioni ed ordini professionali) ed amministrativo per certi versi esemplare.

    L’ultimo documento circolato risale a giugno del 2007 ed è il documento preliminare di avvio alla progettazione inviato dalla amministrazione comunale (firmatari gli allora assessori Simonetta Lorusso, Lavori Pubblici , e Antonio Decaro, mobilità) ai finalisti selezionati nel primo grado.

    Quel documento prevedeva:

    “- mantenimento dell’asse visuale di “via Sparano-Stazione-Città Vecchia” con conseguente eliminazione degli elementi arborei che ostruiscono la visibilità ed individuazione di ulteriori aree da destinare al verde e alla sosta;
    – attenzione alla tessitura delle nuove pavimentazioni con particolare riferimento all’attacco tra la pavimentazione stradale e il basamenbto degli edifici, uniformando il sistema delle griglie, intercapedini e prese luce;
    – utilizzo di apparecchi illuminanti di dimensioni congruenti allo spazio della strada motivando la scelta con uno studio illuminotecnico che tenda a valorizzare le principali presenze architettoniche;
    – nell’ambito dell’intervento di riqualificazione di Piazza Umberto rispetto sostanziale delle alberature esistenti con eventuali integrazioni: sara possibile ridisegnare il suolo mantenenendo però l’attuale rapporto tra aree verdi e pavimentate.
    E poi ancora:
    – estendere la pedonalizzazione di via Sparano alle traverse via Putignani e via Calefati nei tratti compresi tra via Argiro e via Andrea da Bari: questo al fine di creare un grande isolato pedonale caratterizzato da importanti strutture architettoniche quali la Chiesa di San Ferdinando e il Palazzo Mincuzzi. In particolare la pedonalizzazione di via Putignani risulta motivata dalle peculiari caratterisatiche ambientali:: da una parte le alberature, dall’altra la presenza dei fondali architettonici del Petruzzelli e della scuola Garibaldi;
    – prevedere interventi di traffic calming al fine di rallentare il transito veicolare e aumentare la sicurezza e la fruibilità di via Sparano da parte dei pedoni. Alle intersezioni di via Sparano con le vie Crisanzio, Nicolai, Principe Amedeo e Abate Gimma saranno perciò realizzati degli attrraversamenti pedonali rialzati.”

    Signor Sindaco, meritiamo una risposta alla domanda: “Che fine ha fatto quel progetto?”.

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