Archivi categoria: MURATTIANO

“se non ora, quando?” . Venerdì 7 aprile 2017. Saletta convegni Eataly.

DIALOGO CON

Antonio Decaro, Sindaco di Bari
Benny Campobasso, Presidente Confersercenti Bari
Eugenio Di Sciascio, Rettore Politecnico di Bari
Oscar Iarussi, Giornalista de La Gazzetta del Mezzogiorno

modera:
Franco Neglia, Presidente Associazione Murattiano

Hanno collaborato: Giuseppe Galasso, Sergio Bisciglia, Mario Brambilla, Viviana Neglia, Christiana Maiorano, Anastasia Peragine, Elda Grazioso.

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“Silent Landscapes” di Adriano Nicoletti e Mario Brambilla. Lunedì 3 aprile 2017.

 
Mostra fotografica di Adriano Nicoletti e Mario Brambilla
“SILENT LANDSCAPES – VISIONI A CONFRONTO”

Palazzo Roberto Narducci, Ex Poste Centrali P.zza Cesare Battisti 1, Bari
a cura di Pio Meledandri

Intervengono:
Nicola Martinelli Docente di Urbanistica Politecnico di Bari
Adriano Nicoletti Fotografo
Mario Brambilla Fotografo
Pio Meledandri Presidente Associazione Sviluppo Sostenibile
Franco Neglia Presidente Associazione Murattiano
Valentina Morello Associazione Obiettivi

Nell’occasione sarà presentato il libro fotografico Finibus Terrae di Adriano Nicoletti


C’è qualcosa che accomuna le immagini di Mario Brambilla relative al promontorio del Gargano, porta di ingresso della Puglia, con quelle di Adriano Nicoletti scattate là dove finisce la Terra, punta estrema di questo territorio tanto amato dagli uomini del cinema per le sue luci forti, i bianchi abbacinanti e i colori densi: è il silenzio.
SILENT LANDSCAPES non come negazione del rumore, ma armoniosa manifestazione di suoni vibranti dalle sfumate emozioni.
I luoghi dell’estate sono visitati d’inverno da Adriano Nicoletti, che sperimenta quanto ha detto Luigi Ghirri: “Il paesaggio è il luogo dell’attenzione […], della circolarità della visione che non finisce mai” (1).
Nicoletti, attento all’antropologia del territorio, ci rivela un “luogo” dis-ordinato costituito da tanti tasselli disseminati di un puzzle incompiuto, che non si comporrà mai. “L’uomo contemporaneo e il paesaggio contemporaneo, sono l’uno lo specchio dell’altro, ma non sanno come convivere” (2).
Si tratta del paesaggio che non c’è, o quantomeno non di quello che appartiene al mito letterario: un paesaggio composto da molteplici scenari di cui A. Nicoletti coglie bene le mutate referenzialità, frutto di un inquinamento culturale prima ancora che ambientale, dove il Punteruolo rosso assassino ha abbandonato il suo cadavere (la palma) insieme a costruzioni più o meno abusive assolte dall’indulgenza del turismo cosiddetto vocativo.
Mario Brambilla, poeta novembrino, esplora lo spazio, tralasciandone la misurazione; lo contempla nel suo insieme percependone tutta la maestosa teatralità nell’incedere petrarchesco tra i sentieri ombrosi della foresta garganica.
Sempre alla ricerca di cromatismi quale struttura dell’impianto visuale, partecipa emotivamente alla rappresentazione estetica del paesaggio soprattutto là dove solo l’autunno può restituire quella molteplice gamma di sfumature monocromatiche, dal verde marcio dei riflessi lacustri agli azzurri intensi delle distese marine.
Brambilla, consapevole dei linguaggi della classicità e della tradizione artistica italiana, spinge il suo sguardo verso nuovi codici. La sua ricerca fotografica lo muove, nel suo rapporto con la natura, a ritrovare non tanto la mimesi della sua osservazione, quanto la sintesi di un’empatica armonia costituita dai profumi, dalle cromie, dai fruscii, dai suoni animali della foresta, dal canto della Sirena che leggenda vuole abiti nelle acque davanti al mastodontico monolite calcareo alto venticinque metri conosciuto con il nome di “Pizzomunno”. E dal trabucco proprio nell’ora del tramonto, quando dal mare lento sopraggiunge il riverbero del pianto delle Diomedee. Tante le leggende del Gargano, e Mario le ripercorre, pronto all’ascolto, lo sguardo vigile e l’emozione dei sensi.
Bari, Marzo 2017
commento di Pio Meledandri  

“Un treno per Matera” di Michele Mastrodonato

A cento anni dall’apertura del primo tronco della rete ferroviaria Calabro Lucana, il volume recupera la memoria delle vicende legate alla costruzione della rete sino a Matera, la storia dei luoghi attraversati, le innovazioni tecniche introdotte. E non  ultimo, il rapporto con la città di Bari, grazie all’importante opera ingegneristica del viadotto di Corso Italia.

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e per seguire il cantiere di via Sparano……….

In Facebook abbiamo creato il gruppo “Sì alla nuova via Sparano:innovazione e memoria”. Sarà possibile seguire le fasi del cantiere aperto nel mese di novembre 2016, la cui chiusura è prevista per la primavera del 2018.

“Imagine”. Vallisa- 21 dicembre 2016

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Usi, costumi e società negli anni ’60 e ’70 del Novecento raccontati per immagini e musica con il “Carosello” di Franco Liuzzi, la moda con Patrizia Calefato e la musica del Vintage Project Trio.

Una produzione dell’Associazione Murattiano.

Non conosciamo modo più efficace di raccontare usi e costumi di un’epoca seguendo un percorso di immagini e musica.

Le immagini. Il veicolo rivoluzionario di metà del secolo scorso ( a cominciare da metà degli anni ’50 e poi via via diffusosi nel corso degli anni ’60) è stato sicuramente la televisione: in Italia era l’occasione per riunioni condominiali e familiari. Anche nei palazzi e nei bar di Bari chi acquistò per primo la televisione divenne un sicuro punto di riferimento.In particolare ”Carosello” era lo spazio destinato alla pubblicità dei prodotti della società di consumo dell’epoca: seguire gli spot , affezionarsi ai personaggi e imparare le canzoncine segnava il tempo del cambiamento del Paese, della sua voglia di crescere e svilupparsi.

Con la conferenza-spettacolo curata e raccontata da Franco Liuzzi attraverso slides animate si inquadra un’intera epoca. E come in tutte le storie anche in questa si percepisce  l’affresco di un’Italia pronta a far leva sui suoi migliori riferimenti per dare vita ad un grande fermento industriale e culturale. In “Carosello” appaiono evidenti i fili che collegano la pubblicità al teatro, alla musica, al cinema. In questo laboratorio televisivo confluiscono oltretutto talenti consolidati e giovani promesse ma anche applicazioni innovative assolutamente moderne. Un aspetto interessante è anche la nascita di personaggi storici a cui gli attori rimarranno profondamente legati: Cesare Polacco e l’ispettore Rock per la Brillantina Linetti o Ernesto Calindri per China Martini e poi Cynar.

E la moda. Anche questa una vera rivoluzione! A raccontarla e commentarla la semiologa Patrizia Calefato.

Si diceva della musica: gli anni ’60 riescono a far confluire in un unico percorso società, costumi e musica, è l’affermazione del rock’n’roll con i grandi nomi (i Beatles, i Rolling Stones e Bob Dylan in primo luogo) che incitano e accompagnano alla lettura critica della società dell’epoca. Una voglia di cambiamento e di rivoluzione di usi e costumi che hanno attraversato la famiglia, la scuola, i luoghi di lavoro. Anche a Bari la scoperta da parte dei più giovani di un mondo ‘diverso’ faceva il paio con la lotta dei loro padri per un mondo ‘migliore’.

Con il concerto dei Vintage Project Trio ( Pasquale Boffoli voce harmonica e percussioni, Ninni Pirris chitarra acustica Martin e voce e Graziana Aceto violino e voce) e la loro cavalcata tra i grandi nomi della scena musicale dell’epoca è facile cogliere il vento che le scene musicali inglese e americana imposero al mondo, abbattendo barriere, convenzioni e diversità. E anche a Bari nascevano i primi gruppi rock…………………

 

“Perchè non sono un delinquente”

Martedì 29 novembre. Ore 19.30

Sala Odegitria-Cattedrale di Bari

 

Presentazione del libro di Nicola Schingaro
“Perché non sono un delinquente”
Edizioni della libreria-Casa Editrice Laterza

Nicola Schingaro, ricercatore di sociologia, scandaglia la sua esperienza di vita personale nel quartiere San Paolo di Bari attraverso il metodo di ricerca sociale dell’autoetnografia. Secondo le teorie della devianza, Schingaro – negli anni dell’adolescenza e poi della giovinezza – è un individuo che possiede tutte le caratteristiche che favorirebbero l’insorgere di criminalità e devianza. E’ un giovane con poche possibilità economiche, scarso capitale sociale, spesso etichettato nel centro della città come deviante per una correlazione quasi automatica col suo luogo d’origine. E’ cresciuto in un quartiere che, in risposta alla marginalità e al degrado, ha sviluppato non solo un’economia della droga e del contrabbando ma anche una forte sub-cultura alternativa di gang di strada.
Nonostante tutto, le ipotesi delle teorie della devianza non hanno trovato conferma nel suo destino : non è diventato un delinquente.

In questa autoetnografia l’autore rintraccia i motivi che l’hanno allontanato dal percorso verso la delinquenza , sulla base dei risultati della ricerca, suggerisce cosa potrebbero fare le politiche pubbliche per aiutare i ragazzi dei quartieri periferici.

 

Dialogano con l’autore:

  • don Franco Lanzolla, parroco della Cattedrale
  • Carmela Formicola, giornalista
  • Franco Neglia, presidente Associazione Murattiano
  • Sabino Manzo, maestro dell’Orchestra del Borgo Antico

 

 

 

Per via Sparano.

Sì alla nuova via Sparano: innovazione e memoria.

 

 

La desolante situazione nella quale versa via Sparano non può essere difesa da nessun barese che ami la sua città: un’immagine di desolazione ed abbandono che offende la memoria di chi, oltre 200 anni fa, ha disegnato il borgo della Bari nuova.

Sono trascorsi dieci anni da quando l’amministrazione comunale dell’epoca indisse un concorso di progettazione per riqualificare via Sparano; il progetto per il quale si annuncia finalmente l’avvio dei lavori è innovativo, fresco , essenziale, ma soprattutto recupera un tratto distintivo del murattiano: le arterie stradali iniziano e terminano con una ‘quinta’. Nel caso in questione la facciata della stazione Fs in Piazza Moro da una parte e l’affaccio sulla piazzetta della città vecchia dall’altra. E’ il modo più semplice per recuperare l’ordinato disegno geometrico del borgo fondato da Gioacchino Murat oltre duecento anni fa e rinsaldare la memoria in una città che di memoria soffre.

Vi è poi, per ultimo ma non ultimo, un aspetto più squisitamente moderno che attiene alla valorizzazione delle attività commerciali che, adeguatamente valorizzate, rappresentano una spinta poderosa allo sviluppo economico della città.

La campagna di ascolto delle proposte avanzate in questi anni da associazioni e cittadini ha conseguito importanti migliorie rispetto al progetto originario: è positivo che l’amministrazione comunale abbia raccolto i ripetuti appelli del comitato di Piazza Umberto di recuperare l’antico basolato nel tratto che la attraversa, con la riqualificazione della sede ex-Goccia del latte quella piazza tornerà a vivere; e poi le fioriere nelle aree di incrocio con relative sedute; le torrette a scomparsa per garantire l’alimentazione elettrica durante le manifestazioni; gli impianti WI-FI; gli impianti di diffusione sonora; una maggiore sicurezza per i cittadini con impianti di video sorveglianza e più elevati livelli di illuminazione. Si è forse riusciti nell’impresa complessa di coniugare innovazione e memoria perché, è bene ricordarlo, la città non è  di chi la progetta, ma di chi la vive.

Ma non ci basta: vogliamo che quello di via Sparano sia un cantiere ‘partecipato’ perché residenti e commercianti possano vigilare sul rispetto dei tempi e soprattutto sulla scansione dei lavori procedendo per isolati.

Una proposta: a lavori conclusi si recuperino i ‘telamoni’, gli uomini di cemento dell’ex-palazzo della Gazzetta oggi depositati nell’androne del palazzo comunale per collocarli lungo la nuova via Sparano; un modo semplice ma significativo di sanare la ferita della distruzione dello storico palazzo di Saverio Dioguardi.

 

Franco Neglia, presidente Associazione Murattiano

Sandro Ambrosi, presidente Confcommercio Bari

Sergio Bisciglia, sociologo urbano Politecnico di Bari

Patrizia Calefato, docente Università di Bari

Benny Campobasso, Confesercenti Bari

Marilena Di Tursi, critico d’arte

Saverio Fiore, Auditorium Vallisa

Elisa Forte, direttore cittàdeibimbi

Beppe Fragasso, presidente ANCE

Mirella Giannini, sociologa Università di Napoli

Simonetta Lorusso, presidente Circolo della Vela

Roberta Magarelli, presidente edizioni Florestano

Nicola Martinelli, docente Politecnico di  Bari

Teodoro Miano, direttore dipartimento Università di Bari

Carla Palladino, vice presidente Associazione Italiana Design

Marcello Pisciotta, commerciante

Francesca Rossini, direttore Agis Puglia

Giovanni Sasso, Proforma Bari