Lettera aperta del Murattiano ai candidati a Sindaco. Inviate le vostre note e le vostre osservazioni a info@murattiano.it

M U R A T T I A N O

 

 

Elezioni amministrative. Lettera aperta ai Candidati.

 

Questa fine d’anno sta portando la città in uno stato di fibrillazione che per altro è nell’aria un po’ dappertutto e non  solo a Bari. La situazione generale sta producendo manifestazioni di istanze sociali e politiche alle quali non siamo abituati: incoerenti, virulente, che guardiamo o con curiosità o con diffidenza e preoccupazione,comunque come segni da non sottovalutare.

Quella locale, in più, è entrata nel collo di bottiglia della fine di un ciclo politico, che porta con sé la solita frenesia di aggregazioni socio-politiche e di ‘reti’ che fino ad ora si sono comportate come il mercurio dei vecchi termometri: componendosi e ricomponendosi nelle formazioni più diverse, alcune scomparendo e svanendo nel nulla nel giro di pochi mesi.

 

Anche l’attività non lunga ma intensa del ‘Murattiano’ ha ‘fatto rete’ con i soggetti più svariati della città – associazioni sportive, culturali, organizzazioni economiche, esperti accademici o cultori per passione…Una rete di persone che – con l’occasione delle celebrazioni del bicentenario della Bari murattiana – ha condiviso il progetto di offrire qualcosa di sé alla città e in tal modo di sentirla almeno in parte come ‘la propria città’.

Con questi spesso ci siamo lasciati con la promessa di non perdersi di vista, di collaborare ancora per portare avanti nuove idee e nuovi progetti.

A questi vorremmo proporre soprattutto in questo momento critico della città di trovare spazi e tempi di discussione sul suo presente e sul suo futuro. Guardando anche indietro.

 

Abbiamo per questo alcune domande ‘imbarazzanti’  che vorremmo rivolgere a coloro che in queste settimane stanno candidandosi a Sindaco in occasione delle imminenti elezioni amministrative.

Domande da semplici cittadini che non hanno alcuna intenzione di candidarsi o, a priori, di tirare la volata ad alcun candidato.

A questi candidati vorremmo soprattutto chiedere:

 

Cosa sono disposti a discutere e programmare insieme ai cittadini?

Troppi i temi nevralgici di cui non  si è discusso collettivamente negli ultimi anni!

Un esempio per tutti: il Piano Urbanistico Generale, che avrà una ricaduta importante sul futuro della città, è in fase di elaborazione. Come si intende promuovere un confronto di merito?

E più in generale, sono possibili forme più strutturate e permanenti di partecipazione alla vita amministrativa di questa città?

 

Quanto sono disposti a rinunciare ad idee generiche e  spesso vuote per il futuro della città?

Nelle campagne elettorali si fa spesso ricorso ad immagini evocative o altisonanti, promesse non a misura delle risorse finanziarie attuali e spendibili.

Quanto si è disponibili a rinunciare al linguaggio della eccezionalità e ad utilizzare quello della normalità?

Un esempio: oggi si vuole Bari città ‘smart’, intelligente. Non basterebbe mettere le tecnologie al servizio di una maggiore qualità dei servizi comunali coniugandole con un uso ‘accorto’ delle risorse economiche, ambientali, culturali?

Gli attori della politica sono convinti che il loro successo dipenda dalla loro capacità di restituire alla gente il sogno del futuro, ma ciò che sta succedendo ci dice che i sogni che la gente vuole sognare siano sognabili in quanto possono essere poi realizzati in un tempo breve, in quello della propria vita e al massimo di quella dei loro figli.

Basterebbe ad esempio non continuare a riempire i cassetti di progetti oltre che di sogni, rispolverare quelli che già ci sono da tempo (che hanno avuto anche, non bisogna dimenticare, un costo per la collettività), valutarne la fattibilità e la coerenza con un’idea di eguaglianza ed inclusione sociale. Ciò che ci sentiamo di chiedere in questo momento è una sorta di spending review anche delle idee e delle promesse, senza rinunciare  a percorrere strade nuove, a cercare soluzioni alle criticità diverse da quelle più utilizzate e comprensibili. Osando anche.

 

Quanto ritengono di riuscire a sistemare in ordine gerarchico di priorità?

La si smetta di navigare a vista trincerati dietro il ricatto dell’emergenza e della scarsità delle risorse economiche. Sono necessarie idee chiare e di respiro ampio.

Ricreando, ad esempio, quel clima attrattivo  che nel decennio 1960-70 ispirò la classe dirigente dell’epoca e favorì l’insediamento di preziose eccellenze quali l’Istituto Agronomico Mediterraneo, il Nuovo Pignone e la Breda Fucine Meridionali.

Ma quali sono le priorità per Bari?

E poi, sulla base di quali ragionamenti o analisi e non di quali opportunità, costruirebbero questo ordine di priorità?

Un  esempio: il rapporto tra centro e periferia della città, negli ultimi anni è stato eccessivamente oscillante a seconda delle spinte emotive e dell’opportunismo politico. Tale rapporto sarà a breve sottoposto a verifica grazie al varo dell’Area Metropolitana.

Ne terranno conto?  

 

Che idea hanno della funzione ‘pubblica’ dell’ istituzione che si candidano a guidare?

Quali prerogative pensano che l’amministrazione politica di una comunità debba necessariamente mantenere? Di indirizzo o di semplice gestione dell’esistente?

Ad esempio nel campo della cultura, dove la logica è stata sempre quella del non investimento in una idea culturale per la città ma del fai-da-te dei singoli operatori e dell’accontentare un po’ tutti. O in quello dell’economia e del commercio, con gli operatori allo sbaraglio e spesso divisi tra loro nella ricerca di soluzioni ad una situazione complessivamente critica. O ancora nella trasformazione stessa del territorio, nella quale l’imperativo del partenariato tra pubblico e privato ha prodotto casi nei quali non chiare o non  comprese sono state le ricadute positive sulla collettività.

Cosa quindi deve esser mantenuto come pubblico e quali le regole e i doveri ai quali il privato si deve attenere? Non potrebbe ad esempio il ‘pubblico’ porsi a guida e a controllore della qualità e della reale ricaduta sociale degli interventi che il privato compie? In che modo potrebbe farlo?

 

 

Dicembre 2013                                            Associazione MURATTIANO

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