Vogliamo l’edicola nella stazione FS di Bari.

Una nostra proposta: i vecchi telamoni della Gazzetta su Piazza Moro.

Lunedì 14 ottobre- Casa delle Culture. Bari

Lunedì prossimo ci saremo alla Casa delle Culture del quartiere San Paolo per la settimana di sociologia indetta dalla Università e dal terzo Municipio.

Giusto cinque anni fa , all’insediamento della prima giunta Decaro, organizzammo un incontro presso la chiesa di Enziteto  alla presenza della neo-assessora all’Urbanistica Carla Tedesco.

Un incontro proficuo, ricco ancora una volta di suggestioni e soprattutto di suggerimenti amministrativi per chi aveva voglia di ascoltare. Accade in modo purtroppo del tutto sporadico che la cattiva coscienza degli amministratori si traduca in attenzioni , ma soprattutto in cambi di rotta nelle scelte urbanistiche; certo abbiamo attraversato fasi storiche durante le quali pur di assicurare una abitazione decente a migliaia di famiglie di vecchi quartieri popolari si è costruito milioni di metri cubi in luoghi periferici  che tali sono rimasti per decenni. E’ accaduto in modo intensivo tra gli anni 50 e gli anni 70 dello scorso secolo: San Paolo ed Enziteto ne sono la plastica esemplificazione.

Per l’occasione gli amministratori di turno ed architetti di fiducia noleggiavano “intellettuali” al seguito che decantavano la bellezza di luoghi bucolici lontani dal caos dei centri cittadini.

Oggi nessuno rimane incantato da richiami di tal genere: la vita vissuta ha rivelato che quei luoghi bucolici sono stati facili preda di famiglie criminali  e forieri di danni economici e sociali rilevanti. La vita culturale e gli interessi economici continuano ad essere concentrati nel centro cittadino e per chi mette il piede nel quadrilatero murattiano si tratta di “andare a Bari”, il resto del territorio è ancora altro.

Ben venga dunque una riflessione nei luoghi dove la vita reale si consuma.

Perché quelle scelte del passato non abbiano più a ripetersi e perché tutto quello che c’è da investire venga investito in decentramento a partire dal trasferimento delle sedi dove si svolgono le funzioni amministrative, in particolare gli uffici pubblici.

Duecento anni fa re Gioacchino Murat ponendo la prima pietra della città nuova all’angolo di Corso Vittorio Emanuele con Corso Cavour dichiarava di voler fondare una grande e bella città e così accadde in quel reticolato che si sviluppò sino alla ferrovia; agli amministratori di oggi tocca ripartire dai nuovi confini per arrivare al centro.

E’ un’impresa titanica, ma cominciare a riconoscerlo senza inutili proclami è già un passo in avanti.

Franco Neglia

Presidente Associazione Murattiano

 

ps: l’incontro è a partire dalle ore 16 di lunedì 14 ottobre presso la Casa delle Culture in via Barisano al quartiere San Paolo di Bari.

Festa dei Popoli 2019. Bari

Quando l’elemosiniere del Papa negli scorsi giorni ha tolto il sigillo al contatore della luce di un intero palazzo rimasto al buio non si è chiesto se in quel condominio occupato per necessità fossero tutti cittadini italiani, ha solo voluto segnalare che in quel luogo c’era sofferenza e c’era bisogno di un aiuto concreto.

Riusciamo a fare altrettanto anche a casa nostra, con i nostri comportamenti nei confronti dei cittadini stranieri presenti nella nostra città? Nella sola città di Bari ( concentrati soprattutto nei quartieri Libertà, Madonnella e Torre a Mare) si contano in 15mila, nell’intera area metropolitana 40mila.

E pure qui a Bari se non fosse per la festa dei Popoli che ogni anno per qualche giorno ci mostra canti, balli, cucina delle loro tradizioni per noi spesso sono fantasmi. E quando ci capita di buttar fuori dalla pancia qualche battuta razzista è come se parlassimo di altri, una doppia personalità che non fa difetto a ciascuno di noi.

Ci piace citare Bari come la città di San Nicola, ma spesso quanta retorica e quanti pochi fatti! Accade che qualche punta di veleno razzista ascoltata in casa dai nostri ragazzi venga trasferita

nelle classi e non sempre riusciamo ad opporre la necessaria reazione; accade che trattiamo con eccessivo fastidio i ragazzi che tentano di venderci i fiori nei locali pubblici; ci accade di dare del tu a gente di colore ed invece del lei a quelli dalla pelle bianca come la nostra; accade insomma che la gentilezza rivolta ad una cittadino straniero ci appaia come una gentile concessione.
E’ dunque lecito in piena campagna elettorale per le prossime elezioni amministrative, chiederci cosa contengano i programmi dei candidati sindaci per favorire una migliore convivenza ed integrazione delle comunità straniere.
Lo faremo giovedì prossimo alle 18 in apertura della festa dei Popoli che anche quest’anno si terrà in periferia, in un bel giardino pubblico a Mungivacca di fronte al cinema Showville; abbiamo invitato i candidati sindaci per rispondere alle domande che abbiamo raccolto in questi giorni tra le comunità straniere che collaborano alla realizzazione della festa.
Agli amministratori si richiedono impegni concreti da parte di chi avrà la responsabilità e l’onore di governare la città nei prossimi cinque anni.
Ma si richiede anche una presa di coscienza da parte di ciascuno di noi: sono albanesi coloro che fanno la migliore focaccia sotto casa o realizzano i migliori muretti a secco? sono georgiane quelle pazienti signore che curano le nostre mamme e che effettuano ogni anno oltre 20 milioni di euro di rimesse all’estero? sono filippine e mauriziane quelle accorte signore che aiutano i nostri anziani nei servizi di casa? e sono cinesi quei giovani negozianti che danno lavoro anche ai. nostri ragazzi?
Sì, è così, e allora sono semplicemente cittadini baresi.

Franco Neglia
Presidente Associazione Murattiano

popoli 2019

“Bari Disegno Architetture”

cast-maioLunedì 15 aprile alle ore 17 precise appuntamento presso l’Urban Center della ex-Caserma Rossani (corso Benedetto Croce angolo via De Bellis) per una visita ai due cantieri in corso nella ExCaserma.

Sarà possibile visitare i luoghi destinati alla Mediateca regionale e al parco.

A seguire, alle 18, presso l’Urban Center si terrà la presentazione del libro “Bari Disegno Architetture” di Valentina Castagnolo e Christiana Maiorano, una splendida carrellata sulle facciate dei palazzi del Murattiano, un racconto visivo dello spazio quotidiano che spesso non osserviamo.

Partecipano l’urbanista Francesca Calace e lo storico Antonio Labalestra.

Modera Franco Neglia.

Terminati i lavori di riqualificazione di via Sparano.

“Quando ai titolari di immobili lungo la via Sparano sono giunte le prime offerte di fondi nazionali ed internazionali di investimento , abbiamo capito che la sfida era stata vinta. Da essere al centro di un chiacchiericcio sulle palme, l’asse centrale della città ritornava ad essere polo di attrazione commerciale e turistica.
Dopo 12 anni dal concorso di idee indetto dalla amministrazione comunale siamo alle battute finali del progetto del gruppo Salimei/De Marco e c’è voluta tutta la determinazione degli uffici comunali e la professionalità dell’impresa assegnataria dei lavori perché non vi fossero intoppi e ritardi.
Una vicenda per certi versi inconsueta in una città poco abituata a lavori pubblici eseguiti nei tempi indicati della gara (basterebbe ricordare l’annosa e controversa vicenda del parcheggio sotterraneo di piazza Cesare Battisti).
Adesso tocca alla riqualificazione delle parti laterali del giardino di piazza Umberto, non esclusa la possibilità di pedonalizzare un ulteriore tratto di via Argiro come richiesto a gran voce dal comitato che ne segue da anni le vicende.
Quindi toccherà al cavallo di Ceroli, oggi parcheggiato in corso Vittorio Emanuele, riconquistare la sua postazione in piazza San Ferdinando e ai telamoni “della Gazzetta” accogliere i turisti sin dal loro arrivo in stazione centrale.
Rimane un rammarico: avevamo chiesto sin dall’inizio che quello di via Sparano fosse un cantiere partecipato, mettendo in condizione la cittadinanza di seguirne il percorso condividendo problematiche e difficoltà. Così non è stato (ancora oggi ci tocca andare in altre città per vivere l’esperienza dei cantieri-evento…..) e hanno provveduto alla bisogna i media locali, i gruppi di sostegno in fb, i pensionati che non hanno mollato il cantiere un solo minuto.
All’impresa De Marco che ha eseguito i lavori, il merito di averlo fatto con dovizia e cura e per chi segue le vicende di questa città non è poca cosa. Ultimo, ma non per ultimo, è doveroso chiedere scusa al gruppo di progettisti capitanato dalla architetta Guendalina Salimei per le offese e gli sproloqui che soprattutto in rete hanno accompagnato tutte le fasi della vicenda.
C’è da augurarsi che l’esito positivo di questo lavoro pubblico, sia da viatico per ulteriori investimenti per una città che ha fame di lavoro, ma anche di bellezza.”

Associazione Murattiano

ancora un incontro del Murattiano.

mincuzzi

ne discutono
Patrizia Calefato | sociologa; Benny Campobasso | Confesercenti; Manuela Vitulli | blogger, Adriana Pagliara | Digital marketing manager.
modera
Ninni Perchiazzi | La Gazzetta del Mezzogiorno.

L’infanzia e l’adolescenza di tanti baresi sono ricche di ricordi legati ai tanti negozi che hanno caratterizzato la nostra città.
Negozi creati a misura d’uomo, o meglio, di bambino.
Giochi e passatempi, vetrine e decori, qualità ed eleganza rendevano quegli acquisti con i genitori indimenticabili.
Con gli anni, poi, tanti punti di ritrovo di centinaia di ragazze e ragazzi coincidevano con le vetrine più belle della città.

Ancora oggi Bari, pur atteggiandosi a città turistica è, in realtà, una città prevalentemente commerciale.
La crisi ha lasciato un segno evidente ma forse il cambiamento più radicale lo stanno determinando i nuovi sistemi di marketing e vendita imposti dalle grandi catene di distribuzione.
Quello che non è ancora chiaro è se questo cambiamento sia un segnale di ulteriore crisi e declino oppure se possa considerarsi una nuova ed interessante fase di crescita. Se così fosse dobbiamo chiederci se siamo pronti a cogliere e gestire queste nuove opportunità.