e per seguire il cantiere di via Sparano……….

In Facebook abbiamo creato il gruppo “Sì alla nuova via Sparano:innovazione e memoria”. Sarà possibile seguire le fasi del cantiere aperto nel mese di novembre 2016, la cui chiusura è prevista per la primavera del 2018.

“Imagine”. Vallisa- 21 dicembre 2016

imagine

Usi, costumi e società negli anni ’60 e ’70 del Novecento raccontati per immagini e musica con il “Carosello” di Franco Liuzzi, la moda con Patrizia Calefato e la musica del Vintage Project Trio.

Una produzione dell’Associazione Murattiano.

Non conosciamo modo più efficace di raccontare usi e costumi di un’epoca seguendo un percorso di immagini e musica.

Le immagini. Il veicolo rivoluzionario di metà del secolo scorso ( a cominciare da metà degli anni ’50 e poi via via diffusosi nel corso degli anni ’60) è stato sicuramente la televisione: in Italia era l’occasione per riunioni condominiali e familiari. Anche nei palazzi e nei bar di Bari chi acquistò per primo la televisione divenne un sicuro punto di riferimento.In particolare ”Carosello” era lo spazio destinato alla pubblicità dei prodotti della società di consumo dell’epoca: seguire gli spot , affezionarsi ai personaggi e imparare le canzoncine segnava il tempo del cambiamento del Paese, della sua voglia di crescere e svilupparsi.

Con la conferenza-spettacolo curata e raccontata da Franco Liuzzi attraverso slides animate si inquadra un’intera epoca. E come in tutte le storie anche in questa si percepisce  l’affresco di un’Italia pronta a far leva sui suoi migliori riferimenti per dare vita ad un grande fermento industriale e culturale. In “Carosello” appaiono evidenti i fili che collegano la pubblicità al teatro, alla musica, al cinema. In questo laboratorio televisivo confluiscono oltretutto talenti consolidati e giovani promesse ma anche applicazioni innovative assolutamente moderne. Un aspetto interessante è anche la nascita di personaggi storici a cui gli attori rimarranno profondamente legati: Cesare Polacco e l’ispettore Rock per la Brillantina Linetti o Ernesto Calindri per China Martini e poi Cynar.

E la moda. Anche questa una vera rivoluzione! A raccontarla e commentarla la semiologa Patrizia Calefato.

Si diceva della musica: gli anni ’60 riescono a far confluire in un unico percorso società, costumi e musica, è l’affermazione del rock’n’roll con i grandi nomi (i Beatles, i Rolling Stones e Bob Dylan in primo luogo) che incitano e accompagnano alla lettura critica della società dell’epoca. Una voglia di cambiamento e di rivoluzione di usi e costumi che hanno attraversato la famiglia, la scuola, i luoghi di lavoro. Anche a Bari la scoperta da parte dei più giovani di un mondo ‘diverso’ faceva il paio con la lotta dei loro padri per un mondo ‘migliore’.

Con il concerto dei Vintage Project Trio ( Pasquale Boffoli voce harmonica e percussioni, Ninni Pirris chitarra acustica Martin e voce e Graziana Aceto violino e voce) e la loro cavalcata tra i grandi nomi della scena musicale dell’epoca è facile cogliere il vento che le scene musicali inglese e americana imposero al mondo, abbattendo barriere, convenzioni e diversità. E anche a Bari nascevano i primi gruppi rock…………………

 

“Perchè non sono un delinquente”

Martedì 29 novembre. Ore 19.30

Sala Odegitria-Cattedrale di Bari

 

Presentazione del libro di Nicola Schingaro
“Perché non sono un delinquente”
Edizioni della libreria-Casa Editrice Laterza

Nicola Schingaro, ricercatore di sociologia, scandaglia la sua esperienza di vita personale nel quartiere San Paolo di Bari attraverso il metodo di ricerca sociale dell’autoetnografia. Secondo le teorie della devianza, Schingaro – negli anni dell’adolescenza e poi della giovinezza – è un individuo che possiede tutte le caratteristiche che favorirebbero l’insorgere di criminalità e devianza. E’ un giovane con poche possibilità economiche, scarso capitale sociale, spesso etichettato nel centro della città come deviante per una correlazione quasi automatica col suo luogo d’origine. E’ cresciuto in un quartiere che, in risposta alla marginalità e al degrado, ha sviluppato non solo un’economia della droga e del contrabbando ma anche una forte sub-cultura alternativa di gang di strada.
Nonostante tutto, le ipotesi delle teorie della devianza non hanno trovato conferma nel suo destino : non è diventato un delinquente.

In questa autoetnografia l’autore rintraccia i motivi che l’hanno allontanato dal percorso verso la delinquenza , sulla base dei risultati della ricerca, suggerisce cosa potrebbero fare le politiche pubbliche per aiutare i ragazzi dei quartieri periferici.

 

Dialogano con l’autore:

  • don Franco Lanzolla, parroco della Cattedrale
  • Carmela Formicola, giornalista
  • Franco Neglia, presidente Associazione Murattiano
  • Sabino Manzo, maestro dell’Orchestra del Borgo Antico

 

 

 

Per via Sparano.

Sì alla nuova via Sparano: innovazione e memoria.

 

 

La desolante situazione nella quale versa via Sparano non può essere difesa da nessun barese che ami la sua città: un’immagine di desolazione ed abbandono che offende la memoria di chi, oltre 200 anni fa, ha disegnato il borgo della Bari nuova.

Sono trascorsi dieci anni da quando l’amministrazione comunale dell’epoca indisse un concorso di progettazione per riqualificare via Sparano; il progetto per il quale si annuncia finalmente l’avvio dei lavori è innovativo, fresco , essenziale, ma soprattutto recupera un tratto distintivo del murattiano: le arterie stradali iniziano e terminano con una ‘quinta’. Nel caso in questione la facciata della stazione Fs in Piazza Moro da una parte e l’affaccio sulla piazzetta della città vecchia dall’altra. E’ il modo più semplice per recuperare l’ordinato disegno geometrico del borgo fondato da Gioacchino Murat oltre duecento anni fa e rinsaldare la memoria in una città che di memoria soffre.

Vi è poi, per ultimo ma non ultimo, un aspetto più squisitamente moderno che attiene alla valorizzazione delle attività commerciali che, adeguatamente valorizzate, rappresentano una spinta poderosa allo sviluppo economico della città.

La campagna di ascolto delle proposte avanzate in questi anni da associazioni e cittadini ha conseguito importanti migliorie rispetto al progetto originario: è positivo che l’amministrazione comunale abbia raccolto i ripetuti appelli del comitato di Piazza Umberto di recuperare l’antico basolato nel tratto che la attraversa, con la riqualificazione della sede ex-Goccia del latte quella piazza tornerà a vivere; e poi le fioriere nelle aree di incrocio con relative sedute; le torrette a scomparsa per garantire l’alimentazione elettrica durante le manifestazioni; gli impianti WI-FI; gli impianti di diffusione sonora; una maggiore sicurezza per i cittadini con impianti di video sorveglianza e più elevati livelli di illuminazione. Si è forse riusciti nell’impresa complessa di coniugare innovazione e memoria perché, è bene ricordarlo, la città non è  di chi la progetta, ma di chi la vive.

Ma non ci basta: vogliamo che quello di via Sparano sia un cantiere ‘partecipato’ perché residenti e commercianti possano vigilare sul rispetto dei tempi e soprattutto sulla scansione dei lavori procedendo per isolati.

Una proposta: a lavori conclusi si recuperino i ‘telamoni’, gli uomini di cemento dell’ex-palazzo della Gazzetta oggi depositati nell’androne del palazzo comunale per collocarli lungo la nuova via Sparano; un modo semplice ma significativo di sanare la ferita della distruzione dello storico palazzo di Saverio Dioguardi.

 

Franco Neglia, presidente Associazione Murattiano

Sandro Ambrosi, presidente Confcommercio Bari

Sergio Bisciglia, sociologo urbano Politecnico di Bari

Patrizia Calefato, docente Università di Bari

Benny Campobasso, Confesercenti Bari

Marilena Di Tursi, critico d’arte

Saverio Fiore, Auditorium Vallisa

Elisa Forte, direttore cittàdeibimbi

Beppe Fragasso, presidente ANCE

Mirella Giannini, sociologa Università di Napoli

Simonetta Lorusso, presidente Circolo della Vela

Roberta Magarelli, presidente edizioni Florestano

Nicola Martinelli, docente Politecnico di  Bari

Teodoro Miano, direttore dipartimento Università di Bari

Carla Palladino, vice presidente Associazione Italiana Design

Marcello Pisciotta, commerciante

Francesca Rossini, direttore Agis Puglia

Giovanni Sasso, Proforma Bari 

 

“Quello che le parole non riescono a dire della città”- incontro con il fotografo Pio Tarantini

Pio Tarantini LIL CORSO DI SOCIOLOGIA URBANA DEL POLITECNICO DI BARI

in collaborazione con il MUSEO DELLA FOTOGRAFIA POLITECNICO BARI e l’ASSOCIAZIONE “MURATTIANO” BARI e l’ASSOCIAZIONE “INPHOTO” BRINDISI

Incontro con PIO TARANTINI

“QUELLO CHE LE PAROLE NON RIESCONO A DIRE DELLA CITTA’”

PERIFERIE E PERIURBANO ATTRAVERSO LE RICERCHE VISUALI.

Martedì 12 Aprile 2016 ore 16.00 SALA DEL MUSEO DELLA FOTOGRAFIA

Via Orabona n. 4 Bari Campus Universitario E. Quagliariello INGRESSO LIBERO

Intervengono:

Giorgio Rocco – Direttore Dipartimento dell’Ingegneria Civile e dell’Architettura Politecnico di Bari

Sergio Bisciglia – Docente di Sociologia Urbana Politecnico di Bari

Carla Tedesco – Assessore all’Urbanistica Comune di Bari

Pio Meledandri – Art Curator

Pio Tarantini, fotografo e docente di linguaggio fotografico, sarà ospite del Politecnico per presentare Milanopoli, un corposo lavoro che comprende centinaia di fotografie sull’area metropolitana milanese, riprese dagli anni ottanta ai nostri giorni.

Nel corso della conferenza Pio Tarantini presenterà in videoproiezione un’accurata selezione del suo lavoro.

Partendo da una analisi sociologica sulla trasformazione della vecchia città-fabbrica in città post-moderna di servizi Pio Tarantini ha realizzato nel corso di molti anni un consistente corpus di immagini che costituiscono un’approfondita testimonianza fotografica, nel solco del suo stile che travalica la mera documentazione a favore di una lettura più densa, partecipata e critica del territorio urbano.

Il suo sguardo coglie paesaggi metropolitani a volte fortemente caratterizzati e riconoscibili, a volte più quotidiani e anonimi, tutti comunque accomunati dalla ricerca di una connotazione definita: dai più conosciuti paesaggi urbani segnati da precari dettagli significativi alla forte presenza della cartellonistica pubblicitaria a quella dei centri commerciali, alla testimonianza di importanti aree interessate alle trasformazioni in corso.

Biografia:

Nato nel 1950 nel Salento, Pio Tarantini ha compiuto studi classici a Lecce e poi Scienze Politiche all’Università Statale di Milano, dove vive dal 1973. Esponente della fotografia italiana contemporanea in quanto autore e studioso ha realizzato in più di quaranta anni un corpus molto ricco di lavori fotografici esposti in molte sedi italiane pubbliche e private. Ha realizzato una decina di volumi fotografici e dalla fine degli anni ottanta scrive di fotografia collaborando nel corso degli anni con molte riviste; insegna linguaggio fotografico e sulla materia tiene corsi e conferenze. In qualità di saggista ha pubblicato tra l’altro il recente Fotografia araba fenice. Note sparse tra fotografia, cultura e il mestiere di vivere (2014). Sue opere sono conservate presso collezioni private e istituzioni pubbliche tra cui il Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo.

www.pio.tarantini.com

Sui ragazzi dell’Orchestra del Borgo Antico di Bari

Tutto ha avuto inizio poco più di un anno fa.

Quando organizzammo un’assemblea nella sala della Cattedrale insieme al parroco e agli amici della Vallisa e dell’associazione Mousikè con la complicità del musicologo Dinko Fabris e del violinista Francesco d’Orazio: nel giro di qualche giorno nasceva l’Orchestra dei Ragazzi del Borgo Antico di Bari.

Serviva un luogo per le prove e gli amici della Confraternita del Carmine hanno offerto la loro sede. Il percorso era ambizioso: un corso di tre anni per lasciare un piccolo segno concreto.

Ci siamo riusciti e il primo anno è stato interamente finanziato grazie al contributo di singoli cittadini, enti ed associazioni. Tra gli altri anche il Cral dei lavoratori del Porto.

I ragazzi si sono entusiasmati….qualcuno anche troppo. Tanto che un giorno Francesco ha preso il suo violino ed è andato a suonare sui gradini della Cattedrale!

Adesso siamo al secondo anno e i ragazzi grazie alla guida del maestro Sabino Manzo di Santa Teresa dei Maschi si sono già esibiti sotto lo sguardo partecipe di parenti ed amici.

Ma questa non è solo un bel racconto, è un appello.

Serve ancora un po’ di generosità da parte di chi ci legge: servono altri fondi per terminare il secondo anno di studi e programmare il terzo.

Per chi volesse darci una mano è sufficiente inviare un bonifico alla Associazione Mousikè c/o Banca Prossima IBAN IT70R0335901600100000003525 con causale “Orchestra Borgo Antico”.

Nel corso della prossima esibizione di fine anno i ragazzi ringrazieranno pubblicamente i loro sostenitori.

Ma non basta: per i primi giorni di giugno è in programma un incontro molto importante: l’Orchestra Nazionale Giordana composta da musicisti armeni, siriani, giordani, americani e rumeni incontrerà i ragazzi dell’Orchestra della Città Vecchia per un workshop che possa far maturare un progetto per un concerto da realizzare insieme.

Insomma non c’è sfida che non si possa vincere quando siamo in molti a crederci!

 

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