AUGURI!

alle amiche e agli amici
 
Auguriamo a tutti Voi serene festività pasquali e cogliamo l’occasione per rivolgere un plauso alla decisione della amministrazione comunale  di disporre le chiusure commerciali nelle giornate di domenica e lunedì prossimi, garantendo al contempo l’apertura di farmacie ed edicole.
 
Cordiali saluti
Associazione Murattiano.
 

le incompiute.

Ecco alcune incompiute che torniamo a segnalare alla amministrazione comunale:

1) il rudere abbandonato all’angolo di via Calefati con via Cairoti. Lavori di ristrutturazione avviati e bloccati dalla Sovrintendenza per mancata autorizzazione. E’ una vergogna amministrativa alla quale bisogna porre rimedio;

2)la promessa sistemazione dei telamoni appartenenti al vecchio palazzo di Saverio Dioguardi in piazza Moro. Sostano nell’androne di palazzo di Città in attesa di essere collocati, come da noi proposto, all’ingresso della riqualificata via Sparano in affaccio sulla Stazione Centrale delle Ferrovie;

3)il cavallo con. gualdrappa di Ceroli desolatamente sistemato in corso Vittorio Emanuele dal 2004 . Potrebbe trovare degna sistemazione in via Sparano al lato del sagrato della chiesa di San Ferdinando anch’essa opera di Saverio Dioguardi.

Piccoli interventi per una città che ambisce ad una immagine moderna ed elegante.

L’Università al quartiere San Paolo.

 

Era ora che accadesse: con l’avvio dello short master universitario in “Organizzazione e programmazione sociale” la Bari nuova voluta e fondata da Gioacchino Murat otre duecento anni fa arriva fino al San Paolo. Fino ad ora da quell’angolo di Corso Vittorio Emanuele dove il re napoleonico pose la prima pietra l’espansione della città è stata solo al servizio della rendita fondiaria, una logica che ha creato ghetti ed ha inaridito l’emancipazione sociale ed economica di Bari; le persone sono state spostate seguendo le logiche del mercato.
E così in questi duecento anni il centro è stato sempre di più centro e le periferie sono state sempre più periferie.
Nicola Schingaro l’intellettuale-presidente del terzo Municipio è riuscito nell’impresa di coinvolgere i suoi colleghi docenti in un investimento di cervelli da coltivare non già solo nell’incubatore tra piazza Umberto e piazza Cesare Battisti ma in periferia.
Lì dove sessanta anni fa tre enormi torri segnalavano che centinaia di famiglie erano state deportate da Bari vecchia in quella landa desolata. E nacque il quartiere a cui demmo pudicamente il nome di San Paolo, venti anni dopo ripetemmo la stessa operazione in un altro luogo lontano e anche lì utilizzammo il nome di un santo, e dopo San Pio dieci anni dopo venne Sant’Anna.

Grazie Nicola! Dal Murattiano ti giungano gli auguri di buon lavoro. Dopo tanti errori urbanistici e tante parole vuote di decine di amministratori ci stai insegnando che anche in periferia amministrando il quotidiano si può offrire una visione.
E’ un esempio per tutta la città.

 

Lunedì 14 ottobre- Casa delle Culture. Bari

Lunedì prossimo ci saremo alla Casa delle Culture del quartiere San Paolo per la settimana di sociologia indetta dalla Università e dal terzo Municipio.

Giusto cinque anni fa , all’insediamento della prima giunta Decaro, organizzammo un incontro presso la chiesa di Enziteto  alla presenza della neo-assessora all’Urbanistica Carla Tedesco.

Un incontro proficuo, ricco ancora una volta di suggestioni e soprattutto di suggerimenti amministrativi per chi aveva voglia di ascoltare. Accade in modo purtroppo del tutto sporadico che la cattiva coscienza degli amministratori si traduca in attenzioni , ma soprattutto in cambi di rotta nelle scelte urbanistiche; certo abbiamo attraversato fasi storiche durante le quali pur di assicurare una abitazione decente a migliaia di famiglie di vecchi quartieri popolari si è costruito milioni di metri cubi in luoghi periferici  che tali sono rimasti per decenni. E’ accaduto in modo intensivo tra gli anni 50 e gli anni 70 dello scorso secolo: San Paolo ed Enziteto ne sono la plastica esemplificazione.

Per l’occasione gli amministratori di turno ed architetti di fiducia noleggiavano “intellettuali” al seguito che decantavano la bellezza di luoghi bucolici lontani dal caos dei centri cittadini.

Oggi nessuno rimane incantato da richiami di tal genere: la vita vissuta ha rivelato che quei luoghi bucolici sono stati facili preda di famiglie criminali  e forieri di danni economici e sociali rilevanti. La vita culturale e gli interessi economici continuano ad essere concentrati nel centro cittadino e per chi mette il piede nel quadrilatero murattiano si tratta di “andare a Bari”, il resto del territorio è ancora altro.

Ben venga dunque una riflessione nei luoghi dove la vita reale si consuma.

Perché quelle scelte del passato non abbiano più a ripetersi e perché tutto quello che c’è da investire venga investito in decentramento a partire dal trasferimento delle sedi dove si svolgono le funzioni amministrative, in particolare gli uffici pubblici.

Duecento anni fa re Gioacchino Murat ponendo la prima pietra della città nuova all’angolo di Corso Vittorio Emanuele con Corso Cavour dichiarava di voler fondare una grande e bella città e così accadde in quel reticolato che si sviluppò sino alla ferrovia; agli amministratori di oggi tocca ripartire dai nuovi confini per arrivare al centro.

E’ un’impresa titanica, ma cominciare a riconoscerlo senza inutili proclami è già un passo in avanti.

Franco Neglia

Presidente Associazione Murattiano

 

ps: l’incontro è a partire dalle ore 16 di lunedì 14 ottobre presso la Casa delle Culture in via Barisano al quartiere San Paolo di Bari.

Festa dei Popoli 2019. Bari

Quando l’elemosiniere del Papa negli scorsi giorni ha tolto il sigillo al contatore della luce di un intero palazzo rimasto al buio non si è chiesto se in quel condominio occupato per necessità fossero tutti cittadini italiani, ha solo voluto segnalare che in quel luogo c’era sofferenza e c’era bisogno di un aiuto concreto.

Riusciamo a fare altrettanto anche a casa nostra, con i nostri comportamenti nei confronti dei cittadini stranieri presenti nella nostra città? Nella sola città di Bari ( concentrati soprattutto nei quartieri Libertà, Madonnella e Torre a Mare) si contano in 15mila, nell’intera area metropolitana 40mila.

E pure qui a Bari se non fosse per la festa dei Popoli che ogni anno per qualche giorno ci mostra canti, balli, cucina delle loro tradizioni per noi spesso sono fantasmi. E quando ci capita di buttar fuori dalla pancia qualche battuta razzista è come se parlassimo di altri, una doppia personalità che non fa difetto a ciascuno di noi.

Ci piace citare Bari come la città di San Nicola, ma spesso quanta retorica e quanti pochi fatti! Accade che qualche punta di veleno razzista ascoltata in casa dai nostri ragazzi venga trasferita

nelle classi e non sempre riusciamo ad opporre la necessaria reazione; accade che trattiamo con eccessivo fastidio i ragazzi che tentano di venderci i fiori nei locali pubblici; ci accade di dare del tu a gente di colore ed invece del lei a quelli dalla pelle bianca come la nostra; accade insomma che la gentilezza rivolta ad una cittadino straniero ci appaia come una gentile concessione.
E’ dunque lecito in piena campagna elettorale per le prossime elezioni amministrative, chiederci cosa contengano i programmi dei candidati sindaci per favorire una migliore convivenza ed integrazione delle comunità straniere.
Lo faremo giovedì prossimo alle 18 in apertura della festa dei Popoli che anche quest’anno si terrà in periferia, in un bel giardino pubblico a Mungivacca di fronte al cinema Showville; abbiamo invitato i candidati sindaci per rispondere alle domande che abbiamo raccolto in questi giorni tra le comunità straniere che collaborano alla realizzazione della festa.
Agli amministratori si richiedono impegni concreti da parte di chi avrà la responsabilità e l’onore di governare la città nei prossimi cinque anni.
Ma si richiede anche una presa di coscienza da parte di ciascuno di noi: sono albanesi coloro che fanno la migliore focaccia sotto casa o realizzano i migliori muretti a secco? sono georgiane quelle pazienti signore che curano le nostre mamme e che effettuano ogni anno oltre 20 milioni di euro di rimesse all’estero? sono filippine e mauriziane quelle accorte signore che aiutano i nostri anziani nei servizi di casa? e sono cinesi quei giovani negozianti che danno lavoro anche ai. nostri ragazzi?
Sì, è così, e allora sono semplicemente cittadini baresi.

Franco Neglia
Presidente Associazione Murattiano

popoli 2019

“Bari Disegno Architetture”

cast-maioLunedì 15 aprile alle ore 17 precise appuntamento presso l’Urban Center della ex-Caserma Rossani (corso Benedetto Croce angolo via De Bellis) per una visita ai due cantieri in corso nella ExCaserma.

Sarà possibile visitare i luoghi destinati alla Mediateca regionale e al parco.

A seguire, alle 18, presso l’Urban Center si terrà la presentazione del libro “Bari Disegno Architetture” di Valentina Castagnolo e Christiana Maiorano, una splendida carrellata sulle facciate dei palazzi del Murattiano, un racconto visivo dello spazio quotidiano che spesso non osserviamo.

Partecipano l’urbanista Francesca Calace e lo storico Antonio Labalestra.

Modera Franco Neglia.